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Come aiutarci

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24 marzo 2018

UNA EMOZIONE SENZA PAROLE.

Nicolás. 2004. Bambino sordomuto.
Nicolás. 2018. Ragazzo sordomuto.

La mia notoria imprevedibilità si materializza nella sua aula per ragazzi diversamente abili nella scuola Stella Maris, affacciata al Paraná, in un pomeriggio assolato.
Entro. Lo indico. Mi sorride. Gli faccio segno di avvicinarsi. Si alza. Mi abbraccia. Mi stringe. Forte. Lo stringo. Dieci secondi intensi. Di ricordi. Flash back.
Franco, suo fratello, dallo sguardo luminoso con i suoi occhi chiari e i riccioli biondi. Il canarino morto. Il Club de Abuelos difronte alla sua modesta casa nel Barrio San Jorge. Una pizza assieme alla Costanera. Le prime parole gutturali: agua, mamá, chau.

Tenero abbraccio che cambia il normale scorrere di una giornata che si presentava senza scossoni.
Posadas alle volte mi assomiglia nelle sue manifestazioni non definite o scontate.
Nicolás é davvero un ragazzo stupendo. Non si approfitta di me quando, dopo un paio di scarpe da ginnastica e una camicetta, gli chiedo se vuole altro.
Abbiamo subito trovato come intenderci: utilizzando Messenger.
Gli scrivo senza esitazione: "Ho provato una forte emozione nel nostro abbraccio".
E lui di rimando: "Buonissimo".
"Cosa ti ricordi di me?".
"La tua auto color oliva, l'Aceituna, e la maglietta della Juventus che mi hai regalato".
Lo accompagno a casa dopo un sorprendente ammainabandiera con l'Inno argentino tutto a gesti, coi suoi compagni di scuola schierati a semicerchio.
Prende tra le sue braccia la piccola nipotina e si rivolge a lei con i gesti dell'amore, che non hanno necessità di parole sdolcinate ormai abusate nella banale quotidianità e che hanno fatto perdere il loro vero significato.

Il mio camminare andare viaggiare a ritroso verso il ridiventare spermatozoo ha dei momenti di intima catarsi.
Mi ritrovo nel liquido amniotico. Sento un calore umido. Una bambagia mi attutisce i rumori. Eco di voci. Ho una percezione di perfetta pace. Benessere mentale. Avverto emozioni positive.
Con Nicolás é accaduto.

Quando ti bacio sulle guance, Maddalena, dopo giorni senza vederti, é uguale.
In questa notte di stelle argentine ne sento desiderio.

Luoghi come placenta. Uteri materni.
Nuoto. Avvolto.

Nei paesaggi dell'anima nell'atelier di Bernardo. Colori forti, liquidi, mobili. Verde e rosso Guarany. La tua terra che ami e alle volte ripudi.
Due esseri umani che si incontrano per capirsi, migliorarsi, conoscersi.
La genesi di un quadro.
L'ora blu scende veloce all'orizzonte. Sole rossastro. Linee oblique. Scala in ferro.
Il malessere del vivere. I cicli dell'arte in periodi: cubisti, neri. Sbarre chiudono corpi in assenza di libertá. Le psicosi.
Ti aspetto in Italia.

Le ragazze del Santa Teresita chiedono palloni per la pallavolo. E ora calcio.
E ridono ai miei segni di gloria dopo ben 47 palleggi, dietro le loro tragedie.
I bimbi vengono donati su WhatsApp. La pedofilia é degenerazione. Racconti raccapriccianti che non oso descrivere.
Nora, la Direttrice, sará aiutata dal mio amigazo Pablo nei corsi che saranno impartiti alle ragazze per imparare a fare il pane.

Pablo, abbiamo condiviso molti momenti. Mi chiedi di Lorena e Maddalena come fossero "tus niñas". Sei stato all'entrata di un tunnel che grondava sangue. Una mano ti ha fermato nei tuoi venti giorni di coma. Eri clinicamente morto. Dopo venti anni sei ancora fuori.
Seimila passi sulla Costanera. Lazzarone, molte volte ti sei defilato. Ma il bife de chorizo e il panqueque de manzana li divori senza tentennamenti.
Elisa, tu novia, é paziente. Regalata da piccola. Comprensiva.
Con tua madre Sara siamo andati la scorsa domenica a degustare al "Lago" di Candelaria un maialino delizioso. Parlo con Rubén, el asador. Sei come Messi, gli dico sorridendo. Meglio di Candido a Segovia, in Spagna. Hai talento. Sei un fuoriclasse.
" Dieci anni di cucina nell'esercito mi hanno forgiato. Ma i maialini che arrivano da San Luis sono alimentati in modo equilibrato e sono davvero saporiti" mi dice convinto.

Rulo é sempre indaffarato nel suo ruolo di avvocato penalista e papá taxi a totale disposizione dei figli ormai suoi. Amico viaggiatore con me in Colombia e depositario di ormai tanti ricordi e confidenze.
Vorrei essere anch'io a totale disposizione di un bambino.

Ultimo saluto ai ragazzi della Don Bosco. Luis, il Direttore, persona squisita. Víctor, il maestro di matematica e le domande a premio ai suoi alunni. Carmen, la mítica bibliotecaria, nostra collaboratrice e mio personale indice di inflazione nazionale. Diego e il suo essere convinto socialista, Rocío , il cuoco, Matias, Doris. Gli amici di sempre: Jose Luis, Giorgio, Horacio.

Capitolo a parte, Luciano. Diciotto anni. Abbiamo deciso che il suo impegno nella biblioteca sarà ricompensato con una borsa di studio per diventare chef nei prossimi tre anni. Sarà un percorso difficile ma ho riposto in lui molte speranze. Viene da un ambiente difficile quale il Barrio El Laurel. Mangia con me al ristorante Penato, tipico argentino di medio livello. Assapora per la prima volta il prosciutto crudo: salato. E il crème caramel: troppo dolce. Lo saluto nel negozio di alimentari dove lavora con impegno. Lo accarezzo e mi ricordo quando da piccolo veniva a trovarmi tutti i giorni nel piccolo ufficio che mi avevano messo a disposizione nella Escuela Don Bosco.
Podemos, we can, possibile.

Rifletto sui miei quattordici anni con Posadas in me.
Ho guardato fuori. E sobbalzato dentro.
Ho incontrato il diverso. Ammirato la dignità della povertà.
Odiato gli approfittatori. Non giudicato una madre bugiarda.
Ascoltato i dolori.
Sezionato la bellezza di linee di orizzonte.
Scomposto particelle di paradiso.
Ho imparato a perdere senza perdermi.
Incontrato il senso del mio agire.
Essere straniero. Cielo Padre. Terra Madre.
Il mistero. La valle delle farfalle.
Algo, parola magica.
Energía. Aldilà.
Altrove. L'Invisibile.

E voglio oggi ringraziare Lorena e Maddalena per non avermi sbarrato il cammino. Stimolandomi. Condividendo. Aiutandomi.
E ora anche tu, Marco.
La mia fedele famiglia.
E ancora un grazie agli amici di Punto a Capo che mi hanno permesso di vivere questa fantastica esperienza di vita.
Gracias, queridos.

Maurizio

 
 

Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

Mail : puntoac@hotmail.it