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Posadas, 6 novembre 2011
 

Domenica di passione.
 
Posadas si risveglia col sole dopo una notte di pioggerella ventosa.
L'odore del rituale asado domenicale si spande ovunque nell'aria.
Una partita di calcio tra vecchie glorie che sbuffano sudano e brindano
al pareggio con fiumi di birra.
Sono invitato a parlare di calcio, dei miei Mondiali in Sudafrica, di Cassano in ospedale.
La pace è la meraviglia del vivere la semplicità e gustare il buono.
Jose' Luis parla della sua esperienza in Italia con aneddoti e dettagli che
gli hanno dato maggior consapevolezza delle diversità tra due mondi lontani.
La nostra crisi finanziaria e di rappresentatività non sfiora la miseria di 
questa immensa periferia dove si sopravvive ( Sobreviviendo) in case di legno
che sembrano indistruttibili e distrutte ogni volta dalle piogge incuria impossibilità.
E' quì, vicino alla Escuela Don Bosco, dove queste persone invisibili vivono
amano lottano, che cerco di portare quella goccia di solidarietà che assieme
a voi costruiamo in Italia.
Rifacimento con posa della ceramica nel palchetto della scuola, acquisto di sedie e di PC
per potenziare il corso di informatica, recinzione del campo di basket con rete metallica,
tinteggiatura esterna della scuola.
Sono entrati a far parte del nostro gruppo due nuovi assistenti sociali; pavimenteremo
un Club de Abuelos ( centro sociale per anziani); delimiteremo con una nuova recinzione
metallica una specie di oratorio dove  sono stato domenica scorsa con Matias, il nostro responsbile della
scuola di calcio, dove ho distribuito i vestitini che mani generosi mi hanno affidato ( grazie, Gabriella).
Ho anche giocato a badminton, facendo una figuraccia e tante risate.
Prepareremo un campetto per questo simpatico gioco presso la Escuela San Miguel per l'arrivo
il prossimo aprile di Monica, la volontaria svizzera che passerà due mesi  a Posadas e campionessa 
in questa disciplina, che cercherà di insegnare agli alunni più grandicelli.
Ma come sempre gli esseri umani privilegiano le mie attenzioni.
Ho reincontrato Talia, la figlia di Angel, che non vedevo da anni. Cresciuta.
Sempre bella di viso e ormai donna quattordicenne robusta.
Casualità del centro cittadino: vedo Nicolas, il bimbo sordomuto, accompagnato dalla madre.
Senza auricolare e senza progressi nel parlare. Ma il suo abbraccio così dolce è stato devastante. Lo rivedrò.
Tutti gli amici salesiani hanno capito quello che abbiamo fatto in questi ormai sei anni
e sono riconoscenti. Adriana, la maestra con la M maiuscola in primis. Luis, il direttore
con i suoi problemi di bilancio.  Francisco con l'orgogliosa ecografia del suo prossimo figlio.
Walter e il suo efficentismo. Rocio finalmente con un fidanzato.
Sempre sorprendente Ines, la signora che non sapeva scrivere il suo nome e che ora mi invia un
SMS al quale non ho saputo altro che rispondere: "Gracias por tus palabras, querida Ines". Inimmaginabile.
Luciano è da sempre il mio preferito. Si è scagliato forte su di me senza ritegno. Con i suoi 10 anni
sta crescendo bene e la borsa di studio di un ex collega Cariplo è determinante (grazie, Luigi).
E' diventato un ometto, diligente, responsabile nel vuoto della sua famiglia ( come sapete il padre
è morto in un conflitto a fuoco).
Soledad, la ragazzina del disegno del mio "Altrove" è seguita da una nostra assistente sociale che
incontra sempre difficoltà relazionali con la madre. Non so.
Ho fatto partecipe Doris, la trabajadora social che è diventata una colonna del nostro progetto, del
mio desiderio di far sorridere Leandro. Le ho detto di fargli scrivere un desiderio e di farmelo avere.
" Querria unos botines n.38 y una pelota" ( Vorrei delle scarpette da tennis numero 38 e una
palla). Domani mattina lo accompagnerò con il gemello alla Plazita, mercatino tipico sudamericano,
dove esaudirò la sua richiesta e spero che il suo volto si illumini di gioia.
 
Poi gli amici della cena del giovedì sera, altra classe sociale. I benestanti.
Rulo ha inviato una sua foto, che abbiamo pubblicato sul sito www.puntoacapoassociazione.org ( al quale vi
rinnovo l'invito di iscrivervi) e commenta la sua esperienza in Perù ed è sempre più anticapitalista. Horacio è paziente e
sempre disponibile. Carroso parte bene e finisce coi fumi dell'alcool negli occhi. Luis, ironico e intelligente.
 
Ma poi finisco sempre per pensare a voi, mia famiglia.
Penso a voi, queridos amigos.
Penso soprattutto all'acqua benedetta di Lourdes che mi hai sparso sulla fronte e che ha fatto titubare
il mio laicismo, Lorena.
 
La passione per quello che sto facendo mi facilita e mi ricarica senza fatica. Ho momenti di detensione. Sono
consapevole dei miei limiti ma anche delle mie potenzialità che diventano inarrestabili.
Per il bene non c'è limite. Le vie del Volontario sono infinite.
E un mio limite è anche quello che da fumatore che non fuma ho finito proprio ora di aspirare il veleno di una Marlboro.
Ma mi perdonerò.
 
Hasta pronto.
 
Maurizio
 

Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

Mail : puntoac@hotmail.it