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Come aiutarci

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Posadas, 2 giugno 2014.


Energia.

Quando sono disteso su una spiaggia e assorbo i raggi del sole mi piace sentire sulla pelle il calore che entra nel mio corpo. Alle volte rivolgo il viso verso di te, sole di Cielo Padre, anche in momenti di giorni abitudinari; seduto come da bambino sulla scala di casa rivolta a sud; mentre cammino per le strade centriche di Milano; raccogliendo i riflessi di un lago. Ti rubo.
Sei compagno infedele, sole: coperto di nuvole pioggia notte, scompari.
Sono salito sulla solita terrazza oggi inondata di te e di pensieri solitari. Ti trovo splendente. E ad aspettarmi c'è ancora una volta una materia che si cerca e si ricerca nella natura.


Però non è solo tua: si chiama energia.
Io la ritrovo anche nei corpi sentimenti gesti situazioni.


Eri lì, cara energia, che mi aspettavi tra fiume città cielo, in un angolo di questa ampia terrazza, raffigurata dagli alunni della Escuela Don Bosco ai quali abbiamo donato quaderni ojas penne e momenti di allegria al grido ritmato di Juve e Italia.

Eri annidata nella piccola modesta spoglia camera-abitazione di Carlos. Lì mi attendevi quando, entrando di sorpresa, tra sporche lenzuola e coperte maleodoranti, è apparso un batuffolo di bimba con strani rossori sulla pelle. Una madre addormentata al suo lato. "Andiamo a prendere del latte per la bambina" dico alla giovane moglie diciottenne. "Ma non ho le scarpe" mi risponde ancora semi tramortita dal sonno. Wilma perde le sue difese e mostra tutta la sua sensibilità mentre io tento di camuffare il disagio con la noncuranza della normalità anormale. Pasta riso olio pannolini latte in polvere petti di pollo verdura in un supermercato di periferia gestito da cinesi. Scarpe coperta calze in una bancarella all'aperto a Villacabello, estrema periferia di Posadas.

Eri lì in agguato latente nell'aria, cara energia, mentre divoravamo pizza e gelato all'Hogar Santa Teresita. Poi hai tracimato e ti sei impossessata di tutti i presenti, io unico uomo con 35 femmine, e si è cominciato a giocare a Giro Giro Tondo, ormai un classico in hit parade da settimane, per continuare con il gioco della sedia mancante e finire con un eccitato rubabandiera di gloriosa memoria.

Ti sei intrufolata non solo nella mia pancia con il delizioso asado di Luis, il Direttore della scuola Don Bosco quando, dopo l'ennesima tenera mattonella di carne, hai fatto vibrare ricordi Jose´ Luis musica con l'apparire di una chitarra e abbiamo cantato la meravigliosa Todo Cambia della "Negra" Mercedes Sosa, una delle più grandi cantanti sudamericane di tutti i tempi.

Sei stata energia positiva nell'abbraccio a Nicolas, il ragazzino sordomuto che incontro sistematicamente a Posadas da ormai dieci anni. Un abbraccio che vale molto più delle sue non parole. Sei secondi di tenero fluido benefico che mi è entrato con il nostro avvolgerci di reciproco bene.

Eri nuda, benedetta energia, quando mi hai investito con la bellezza di quell'intreccio di verde vegetazione nella "selva misionera" mentre le auto erano impantanate nel fango e ho percorso un tratto di strada sterrata per raggiungere un luogo incantato dove ho ascoltato per l'ennesima volta i discorsi anti capitalisti anti clericali anti cretini di Rulo, ma anche le sue lacrime nel ricordare la sua breve prigionia nel periodo dei desaparecidos. Te quiero, Rulo. Per la tua umanità sincerità verità. Te agradezco por tu amistad.

Mi hai sfiorato, energia idiota, con il tentativo che ormai scanso immediatamente di quello pseudo cuoco che ha detto in modo plateale che bisognava approfittarsi di me e di Punto a Capo per "sacarme dinero" (scucirmi soldi). Energia negativa che ormai conosco a naso ma che nel passato è riuscita ad ingannarmi.

Eri lì ad aspettarmi, energia del rosso tramonto, su una linea inclinata tra fiume e orizzonte, quando le anime si acquietano e trovo la consapevolezza del pensiero agire vita logica altrove morte.

Ti ho vista elevarti come atto sacro, cara energia, nelle mani protese e offerenti di Liliana che appendeva sulla parete della biblioteca una foto portata dall'Italia e dal cuore di un sorridente Gabriele, quasi volesse raggiungerlo di nuovo e parlargli di quello che forse non ha potuto esprimergli totalmente ma che sempre le apparterrà: l'amore per lui e per i loro figli.
 
Esci da me, energia, quando dolci lacrime mi scendono mentre scrivo queste parole e ritorni in me con i visi delle persone che hanno lasciato e lasciano impronte nel mio vivere, accettandomi per quello che sono e condividendo in questo tratto di strada le mie gioie e i miei turbamenti.


Energia debole, che ora non mi appartiene, ma che mi ha oscurato lunghi momenti dopo il mio senso di invulnerabilità e di pseudo droga sociale.

Energia generosa. Ti vedo in chi in Italia mi permette di agire in questo disagio apportando benefici concreti e che mi aiutano a percorrere con intensità questa meravigliosa tappa prima di quel traguardo che attende ognuno di noi.

Sii benedetta energia. Non lasciarmi.

Maurizio

 

Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

Mail : puntoac@hotmail.it