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Come aiutarci

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IL MONDO DI TUTTI.


Perdere la nozione del tempo spazio corpo.  L'essere trasportato da eventi che si rincorrono vorticosamente e lasciano solo briciole di riflessione. Senso di incertezza. Innata curiosità appagata dal nuovo.
Ma non soffro di disturbi dissociativi. Ho il dono di riferimenti che non vengono schiacciati dalla anonimia. La terra brianzola di Carlo e Flora, una stella che splende ovunque vada, occhi indelebili di famiglia e di amici.
La Croce di Desiderio al Museo di Santa Giulia a Brescia.
Avere addosso il sapore del passato. Il cielo. L'energia. Oltre il bene e il male.

Poi arriva una domenica di pioggia leggera. E la camminata per raggiungere il supermercato lontano due chilometri aiuta a rivivere gli eventi e sentirsi consapevole.
E poi, ora, la grande bellezza dello scrivere.

Sono sano, vivo e vegeto. Adesso abito in un attrezzato appartamento a Natal, Brasile, città di 750.000 abitanti e capitale della Regione del Rio Grande do Norte. All'inizio ho alloggiato per quattro giorni in una pousada dove, per fare gli umani bisogni, avrei dovuto frequentare un corso di contorsionismo perché, nella famosa íntima posizione, avevo sempre il lavandino a 10 centimetri dallo sterno e il rubinetto pronto alla breccia.

Ma andiamo per gradi.
Ho lasciato Posadas da ormai dieci giorni. Un progetto da presentare alla CEI con le proposte di Luis, il Direttore della Escuela Don Bosco. Gonzalo lavora all'Hogar Santa Teresita per pagarsi il suo viaggio a Buenos Aires dove ha la possibilità di un lavoro. Carlos è scomparso. Per la prima volta ho vinto al Bingo, una pentola a pressione subito regalata. A Encarnacion si mangia un ottimo sushi.
I fatti affoganti di Venezia, con ruberie varie, vengono strumentalizzati dal solito argentino borioso e ignorante che giudica e sentenzia senza guardarsi allo specchio, colpendomi da vigliacco in una pseudo tranquilla cena.
Altra novità: il vino argentino supera quello italiano in prezzo e qualità. Giudizio formulato da chi in Italia non è mai stato. Lasciamo perdere le scemenze.
Selva de Misiones con farfalle verde fiume. Il fuoco tremolante e soporifero di un camino. Ponte quasi sommerso da rapide acque. Un abbraccio tra linfe, io e un albero centenario. Le orchidee. La croce a Santa Ana con una orribile base di cemento dall'archiettura franco-nazista ispirata da Speer. E la fallica statua del mitico Andresito Guazurary in riva al Paranà con la sua esposizione pornografica che penetra gli argini del fiume, l'orizzonte, la materia. Peccati di provincialismo e spregio alla permacultura.
L'Umanità: soprattutto questa mi rimane come regalo di Posadas. Quella con la U maiuscola. Fatta dagli abbracci delle ragazze dell'hogar nel mio ultimo adios, il sorriso di Carlita, il ringraziamento a tutti voi di Nora. Le profonde parole con Gonzalo e la promessa non richiesta di rendermi una cena a Baires. Il sorriso della maestra Rocio per il serbatoio d'acqua che abbiamo installato l'ultimo giorno sul tetto della scuola. L'esperienza ormai mi preserva dalle negatività.
Il mio Altrove è sempre più mio.

 L'arrivo in Brasile per fare il volontario FIFA ai Mondiali di calcio è stato a dir poco avventuroso. Dopo tre ore e mezzo di volo da Rio sono atterrato all'aeroporto Internazionale di Natal, inaugurato da una settimana, e mi sono trovato alle tre di notte senza la possibilità di una poltroncina dove sonnecchiare in attesa di raggiungere lo stadio di prima mattina. Noleggio subito una macchina e percorro i 30 km. per raggiungere la città. Nessun cartello indica lo stadio. Tutti passano col rosso, ma proprio tutti. Un angelo travestito da benzinaio mi indica bene la strada da percorrere. Alle sei dell'odiata alba mangio in un open 24 una frittata, cous cous e caffelatte. Lo stadio è tutto un "lavori in corso".
Mi accreditano, mi fotografano, mi vestono. Incontro il mio referente del Media Center, Santino, brasiliano simpatico e disponibile. Inizio a parlare in inglese. Non lo sa. Spagnolo. Poco. E così decidiamo di ripiegare sul cosiddetto miscuglio poliglotta che veniva parlato anche a Babele. Decisione azzeccata. Ci capiamo a meraviglia con parole polisemiche.
Lo stadio Las Dunas è proprio bello. E in tre giorni vedo l'inverosimile. 7000 operai lavorano notte e giorno e per la prima partita, Mexico-Cameroun, tutto è quasi in ordine.
Con il pass FIFA assisto alla partita, anche se il mio interesse è solo piedologo.
Novità: lo spray che segna la posizione della barriera e il puto gridato al portiere quando calcia. Vi risparmio la ricerca in Google Translator, puto sarebbe il nostro trans viado puttano con la o.
Piove a dirotto. Allagamenti ovunque. Vincono i messicani, campioni di simpatia come gli irlandesi a Poznan. Ubriachi ma innocenti e allegri.

Gioca l'Italia contro England. Sono al centro dei volontari. Tutti con me. Gli inglesi non hanno alleati in giro per il mondo.
Gli assoluti ideologici si sono consumati, ma non la mia Nazionale azzurra. Riconosco che Pirlo non è Dio e neanche il nuovo Messia, ma lasciatemi dire almeno uno dei dodici apostoli. Grande vittoria.
Domani Ghana-USA. Trovo un gruppo di ganesi sulla via del ritorno dall'iper, Essien dico, Essien rispondono come codice impresso sulla stele di Rosetta.
A ogni gol del Brasile, sulla splendida spiaggia di Ponta Negra, illuminanti botti a ripetizione.
L'aria che si respira è tutta Mundial e il Brasile sogna. Come noi azzurri.
Giallo ovunque. Anche di cerveza, of course.

Ipermercato: i prezzi sono un venti per cento in meno dei nostri. Come quasi tutto il resto. Un euro sono tre reais, erano 2,30 tre anni fa.
La rivoluzione inizia da qui, sentenziava un quasi saggio comico assurto a leader politico.
Un litro di latte: euro 1,10
0,825 kg. di banane: euro 1,20
Pane al kg.: euro 1,90
Mezzo pollo alla griglia: euro 3,65
Un dipendente con pattini casco radio volteggia tra un reparto e l'altro. La frutta viene palpeggiata una ad una senza guanti.
Primitivo di Puglia e Montepulciano d'Abruzzo. Nutella.
Corsia preferenziale: donna incinta, va bene, diversamente abili, va bene, donne con bambini, va bene, idosos, cosa sono?? raffigurati da un uomo curvo con bastone. Chiedo. Quelli più di 60 anni. Acciderbolina. Oibò. Perbacco, direbbe Totò, ci sono anch'io tra quelli!!!!! Lol

Pelé fa la pubblicità a uno shampoo contro la forfora. Cafù è come Roberto il Baffo o il materassaio Mastrota; ha appeso le scarpe al chiodo ed è diventato tivù. I lati B in spiaggia fanno dimenticare per un momento la dea Eupalla, anche lei dalle forme palloneggianti. Ai distributori di benzina una ragazza esce dal bar e ti offre un caffè. Obrigado.
La lomada, i semprepiurompicoglioni dossi per diminuire la velocità, sono infingardi e pericolosi.

La spiaggia di Pipa, una meraviglia.
Là, dove si sfuma il confine del Brasile e inizia il mondo di tutti.

Maurizio

 

Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

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