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Posadas, 10 marzo 2015.


Magica notte d'estate.

Intravvedo dal mio balcone le luci tremule del Paraguay, aldilà dell'immenso e oscuro Paranà.
Un tappeto di stelle, sopra. La luna vicina.
Nell'emisfero sud siamo verso la fine dell'estate.
Mi sfiora un venticello dalla temperatura perfetta.

È una notte dove i silenzi sussurrano.
 I rumori si attutiscono e generano la possibilità del pensiero.
Notte di desideri: il fumatore frustrato dal salutismo vorrebbe una Marlboro dopo un decaffeinato, ovviamente lungo. E se la nega.

Odio il miagolio neonato dei gatti.
E i moscerini attirati dallo screen.

Notte di riflessione sulla frenetica giornata appena trascorsa.
Sistemazione della sala di informatica; acquisto di materiale da un ferramenta; visionata la saletta del dentista con la sorpresa scellerata di scatoloni di dentifrici regalati da una multinazionale da destinare agli alunni e dimenticati; colloqui con tre candidati per il nuovo posto di bibliotecario per la Escuela San Miguel. Quadrati i conti ( gergo da ex bancario ) del progetto di Punto a Capo con Orazio, con successivo post alla Ruedita, "ojo de bife", insalatina mista e caffè per celebrare l'esattezza del bilancio e per dar circonferenza alla meravigliosa definizione in spagnolo della pancia, ovvero "la curva de la felicidad".

Notte senza alcuna percezione di dolore fisico. E profondo dolore per mia sorella Renata in ospedale. Da giovane esplosiva, con una risata contaminante, i suoi starnuti soprannaturali, i capelli cotonati, il suo ascoltare Mina e Peppino Di Capri coi 45 giri sul giradischi verde. L'insegnamento. La 500 panna negli anni '70. Poi le impossibilità. I nostri pomeriggi per imparare a usare il PC e internet. Ci sei riuscita. Scrivimi.

Pogba in diretta TV ESPN nel pomeriggio ha silurato un missile nella porta del Sassuolo; il popolo bianconero esulta e io sobbalzo sullo scomodo divano in finta pelle bianco.

Per compensare le proteine e gli amminoacidi del pranzo ceno con formaggio e grissini integrali.
Mi abbevero della mia acqua benedetta sotto forma di telefonata.

Assaporo la lentezza di questa notte che si sospende e trasuda tranquillità.

La profonda serenità e "encanto" che mi pervade mi fa sembrare impossibile che ancora ci si spara, si bruciano esseri umani ingabbiati, ci sia ancora denutrizione in questa regione del nord est argentino. I bimbi vendono ai semafori las chipas, semplice impasto di farina e formaggio, per sopravvivere.
Sottofondo di voci e di ventole di aria condizionata.

La notte ispira anche assassinii, furori demoniaci, allucinazioni, pulsioni incontrollabili.
Non questa, così hermosa.

"Todas las mañanas Gabriel me sonríe" ( tutte le mattine Gabriele mi sorride), mi dice Carmen, la bibliotecaria della Don Bosco. Anch'io guardo il tuo bel ritratto appeso. Sorridi.

Pensierino impertinente della notte. "Time is money" è una di quelle frasi oscene importate dagli USA con le salse degli hamburger e Buffalo Bill. Il tempo non si compra, non si può vampirizzare. Passa. Per me e per i Berlusca di turno. Chi lo fa diventare solo money lo perde, ne perde il senso.
Mangio una pesca. Delizia estiva. Le banane, da sempre il mio frutto preferito, non fanno più notizia. Sempre pronte al consumo. Lucide comode puttane preservate sex toys saporite, in qualsiasi stagione e ovunque.

Questa notte è per scrivere, e come la notte per leggere, dilata la notte del vivere.

Ho incontrato per caso Fernando, il ragazzo che fece con me e l'aceituna il giro a Salta nel 2005. Mi guarda e mi abbraccia. Fa il cameriere a tempo pieno in un hotel. Mi sembra felice e ingrassato. A perdonare non si sbaglia mai. E io, in quell'occasione della sua borsa di studio, ho forse esagerato nel condannarlo. La pacatezza dei suoi occhi mi rasserena. Lui mi ha perdonato, lo avverto. Meglio alle volte scordare e non ritornare su ciò che ci ha fatto male. Dimentichiamo il male o ci facciamo ulteriormente divorare. Io a volte perseguito ancora nell'errore e nel peccato.
Dio è più buono di me.

Notte che ti spegni ancora di più nelle finestre delle case, nelle poche auto, nella pacatezza che respiro. E nella unaequarantottominuti.
Rientro.

Hasta pronto, querida noche.
Ristorami nel sonno.

Maurizio

 

Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

Mail : puntoac@hotmail.it