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Come aiutarci

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l cancello prendo la destra, of course, solo che in Sudafrica è come in Inghilterra, c’è la guida a sinistra.
Il panorama è il ripetuto che sempre ti aspetti e ti soddisfa. Voglio farmi invadere da questi panorami che sono profondi spaziosi ariosi. Poi, nelle vicinanze di Cape Town i primi vigneti, ragazzi con cassette d’uva per venderle e le prime squatter city. Poi l’imprevisto. Una ventina di babbuini ai cigli della strada, quando si restringe, come mendicanti in attesa di elemosina, in questo caso cibo. Sono animali che odio. Non mi piacciono e pigio sull’acceleratore per allontanarmi velocemente. Il tempo è freddo ed andiamo diretti al Club Italiano dove ci aspetta Carlo, giocatore di bocce ed amico del Direttore di Casa Serena, che ci ospiterà nella sua casa per i tre giorni di permanenza a Cape Town, affascinante città. Telefonino e navigatore, ci avete tolto molte scocciature….
Boccino, il deng inconfondibile delle bocce. Come alla Democrazia di Cabiate con mio nonno Giusepin che lì vi passava interi pomeriggi. Presentazione delle persone presenti. Aria di Varese, Sicilia, Veneto.
La villa di Carlo è sulla collina con vista mozzafiato su Cape Town. Ha una impresa che occupa quindici persone nel settore dell’aria condizionata. E’ venuto dalla Svizzera con un contratto come dipendente di una grande azienda nel 1966 a soli vent’anni, ma poi il suo spirito imprenditoriale l’ha portato presto a fondare la sua sana azienda. Carlo è geniale, proprio nel senso che ha nel cervello e nel cassetto tante idee. Ma la più affascinante per me è quella di costruire una statua di Nelson Mandela, “grande come  quella della Libertà a New York”, sulla cima della Table Mountain, piatta montagna che sovrasta la città. Ha poco più di sessanta anni, sposato con Pierina, moglie generosa che mi taglia anche i capelli; tre figli che parlano un poco l’italiano. Una vita spesa per il lavoro e una capacità manuale fuori dal comune. Ha un cane di nome Juve in nome della mia amata Vecchia Signora, logico che la mia stima aumenta a dismisura. Originario dell’Umbria mi fa sentire orgoglioso di essere italiano.
Voglia cambiarmi di pantaloni ma, porcaccia la miseria, non ne ho messi di ricambio nella valigia. Solito shopping center e Waterfront per un pesce delizioso.
La partita dell’Italia. L’inno mi da i brividi. Canto.L’avete vista. Sofferta, con acqua a diluvio universale ma noi riparati da un immenso tetto di questo stadio costato 450 milioni di euro. Bellissimo. Le vuvuzela non ci stordiscono, anche se Carlo previdente ci aveva dato dei tappi per le orecchie. Tricolore dominante. De Rossi col suo gol mi fa abbracciare forte spettatori vicini che neanche conosco, ma che saltano dalla gioia come me. Con Maddalena lo stringersi forte dura l’eternità.
Il giorno dopo come viaggiatore indefesso. Capo di Buona Speranza. La punta estrema dell’Africa e punto di congiunzione tra l’oceano indiano e atlantico. Bruno Vespa scende dal picco e mi dice bravo sorridendo convinto quando gli mostro la mia giacca con scritto Volunteers. E’ educato come fa di solito col Berlusca. Ma allora è proprio così, pensavo fingesse!!!!
Cape Point col suo faro. Uno spettacolo di rara bellezza. Frecce indicano le distanze dalle capitali del mondo. Roma, ex caput mundi, non c’è. Londra 9700 km, Rio de Janeiro 6700, New York 11.200.
A Stellenbosh incontriamo Ettore Grancini, collaboratore del portale “Lombardi nel Mondo” col quale parliamo una mezz’oretta più dell’Italia che del Sudafrica. Gestisce un B & B ed ha lasciato definitivamente l’Italia.
La sera ristorante italiano con parte della famiglia di Carlo. Finalmente un antipasto di salumi. Mozzarella flaccida, pasta così così. Cassata mangiabile. La proprietaria si siede amichevolmente al nostro tavolo e la discussione si sposta sulla politica del Sudafrica. No comment per promessa.
Comunque Mandela si è laureato nel 1942 e resta per me uno delle più grandi figure politiche della storia moderna ed esempio unico di tolleranza.
Parlo con Carlo fino a notte fonda seduti nel suo ufficio, anche se il giorno seguente dobbiamo partire per Port Elisabeth. La sua simpatia la voglio condividere fino all’ultimo.
Spero di rivederti, Carlo, nella tua Italia mai dimenticata. Magari in una trattoria sul Lago di Como per parlare dei tuoi brevetti e delle tue invenzioni realizzate.
Domenica a Nelspruit gli azzurri giocano contro la Nuova Zelanda.
Nuove emozioni ci attendono.

 

 

 

 

Punto a Capo -Via Solferino 2 -22060 Cabiate (CO)

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