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Posadas, 10 marzo 2015.
Intravvedo dal mio balcone le luci tremule del Paraguay, aldilà dell'immenso e oscuro Paranà. È una notte dove i silenzi sussurrano. Odio il miagolio neonato dei gatti. Notte di riflessione sulla frenetica giornata appena trascorsa. Notte senza alcuna percezione di dolore fisico. E profondo dolore per mia sorella Renata in ospedale. Da giovane esplosiva, con una risata contaminante, i suoi starnuti soprannaturali, i capelli cotonati, il suo ascoltare Mina e Peppino Di Capri coi 45 giri sul giradischi verde. L'insegnamento. La 500 panna negli anni '70. Poi le impossibilità. I nostri pomeriggi per imparare a usare il PC e internet. Ci sei riuscita. Scrivimi. Pogba in diretta TV ESPN nel pomeriggio ha silurato un missile nella porta del Sassuolo; il popolo bianconero esulta e io sobbalzo sullo scomodo divano in finta pelle bianco. Per compensare le proteine e gli amminoacidi del pranzo ceno con formaggio e grissini integrali. Assaporo la lentezza di questa notte che si sospende e trasuda tranquillità. La profonda serenità e "encanto" che mi pervade mi fa sembrare impossibile che ancora ci si spara, si bruciano esseri umani ingabbiati, ci sia ancora denutrizione in questa regione del nord est argentino. I bimbi vendono ai semafori las chipas, semplice impasto di farina e formaggio, per sopravvivere. La notte ispira anche assassinii, furori demoniaci, allucinazioni, pulsioni incontrollabili. "Todas las mañanas Gabriel me sonríe" ( tutte le mattine Gabriele mi sorride), mi dice Carmen, la bibliotecaria della Don Bosco. Anch'io guardo il tuo bel ritratto appeso. Sorridi. Pensierino impertinente della notte. "Time is money" è una di quelle frasi oscene importate dagli USA con le salse degli hamburger e Buffalo Bill. Il tempo non si compra, non si può vampirizzare. Passa. Per me e per i Berlusca di turno. Chi lo fa diventare solo money lo perde, ne perde il senso. Questa notte è per scrivere, e come la notte per leggere, dilata la notte del vivere. Ho incontrato per caso Fernando, il ragazzo che fece con me e l'aceituna il giro a Salta nel 2005. Mi guarda e mi abbraccia. Fa il cameriere a tempo pieno in un hotel. Mi sembra felice e ingrassato. A perdonare non si sbaglia mai. E io, in quell'occasione della sua borsa di studio, ho forse esagerato nel condannarlo. La pacatezza dei suoi occhi mi rasserena. Lui mi ha perdonato, lo avverto. Meglio alle volte scordare e non ritornare su ciò che ci ha fatto male. Dimentichiamo il male o ci facciamo ulteriormente divorare. Io a volte perseguito ancora nell'errore e nel peccato. Notte che ti spegni ancora di più nelle finestre delle case, nelle poche auto, nella pacatezza che respiro. E nella unaequarantottominuti. Hasta pronto, querida noche. Maurizio |
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